Rischi Terapeutici

Paziente

La sindrome da iperstimolazione ovarica rappresenta la complicanza più temibile della fase di stimolazione. Le cause che ne portano all’insorgenza non sono ancora del tutto conosciute. Può presentarsi in tre forme: lieve, moderata, grave.

La forma lieve interessa l’8-20% delle pazienti e si presenta con distensione addominale, ingrossamento delle ovaie, nausea: non richiede ospedalizzazione e si risolve spontaneamente.

La forma severa interessa circa uno 0,6% delle pazienti e si presenta con dolori addominali, ascite, emoconcentrazione, ipercoagulabilità ematica: è necessario il ricovero ospedaliero e un attento monitoraggio di vari parametri.

I rischi operatori sono legati al prelievo ovocitario eco-guidato dove con un ago montato su una sonda ecografica si entra nell’ovaio per l’aspirazione dei liquidi follicolari. Questi rischi comprendono infezioni pelviche (0,8%) e sanguinamento addominale (0,07%).

Non esistono rischi anestesiologici specifici delle metodiche di fecondazione assistita, essi non vanno comunque trascurati e richiedono un’adeguata valutazione preliminare.

Le gravidanze multiple sono un rischio sempre presente ed in parte inevitabile se si trasferiscono 2 o 3 pre-embrioni, allo scopo di garantire un tasso di gravidanze sufficientemente elevato.

Le percentuali di gravidanze gemellari possono raggiungere il 15-18% e di gravidanze trigemine il 2-3%.

Madre e feto

L’incidenza di aborto spontaneo nel corso di gravidanze ottenute con i trattamenti di fecondazione assistita sono superiori, secondo alcuni studi, rispetto alle gravidanze spontanee. Una causa potrebbe essere racchiusa nell’età più avanzata delle donne che si sottopongono a queste procedure.

Sia nei concepimenti naturali che in quelli FIVET, si possono verificare con una frequenza di circa il 2-3%, gravidanze ectopiche, dove uno o più embrioni s’impiantano in una sede diversa dall’utero. L’impianto in sede ectopica, oltre a non essere compatibile con un normale sviluppo del feto, costituisce un rischio per la madre, essendo all’origine di complicazioni emorragiche. Meno frequenti sono le gravidanze eterotopiche, ossia quelle in cui due o più embrioni si impiantano contemporaneamente nell’utero ed in un’altra sede.

Feto

Occorre evitare le gravidanze trigemellari, perché con frequenza significativa si risolvono in parti molto prematuri comportando una serie di gravi conseguenze per il neonato e di complicazioni ostetriche per la madre.

Diversi studi indicano che complesivamente i bambini nati da trattamenti FIVET hanno alla nascita un peso inferiore alla norma. Questo risultato è ovviamente influenzato dall’esito ostetrico delle gravidanze multiple.

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